L’Unione dei comuni delle Valli Stura, Orba e Leria è un’unione di comuni della Liguria, nella città metropolitana di Genova, formata dai comuni di Campo Ligure, Masone, Mele, Rossiglione e Tiglieto. L’Unione si occupa di servizi quali polizia locale, raccolta e smaltimento R.S.U., gestione canili, funzioni in materia di vincolo idrogeologico, sportello unico delle attività produttive e servizio di Informalavoro.
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Campo Ligure conta 2858 abitanti e fa parte dell’Associazione “Borghi più belli d’Italia”. Ubicato al centro della Valle Stura si trova sulle sponde del torrente Stura e parte del territorio è compreso ad ovest nei confini del Parco naturale regionale del Beigua, mentre ad est confina con il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo nell’alessandrino. Oltre allo Stura è percorso dai corsi d’acqua Angassino e Ponzema.
Il suo nome deriva da un campo fortificato che le legioni romane avrebbero posto nel 3° secolo a.C., diventato poi ‘Campo Freddo’, derivato da ‘frei’ (libero) perché autonomo rispetto ai domini della Superba e tramutatosi nel nome attuale sotto il Regno dei Savoia nel 1884. Simbolo del comune di Campo Ligure è il castello medioevale degli Spinola, che dall’alto osserva i tetti e i campanili dell’antico borgo, ma numerosi sono i punti di interesse come il ponte romanico di San Michele sullo Stura; la facciata dipinta del palazzo Spinola sulla piazza principale del paese; i tipici caruggi liguri del suo centro storico sui quali si affacciano le botteghe degli artigiani, il Museo della Filigrana dedicato a Pietro Carlo Bosio e il museo all’aria aperta delle opere lignee dello scultore Gianfranco Timossi chiamato “Giardino di Tugnin”. L’attività economica del paese è prevalentemente legata alla lavorazione della filigrana, antica arte di cui Campo Ligure è uno dei principali centri in Italia, ma sono presenti anche numerose attività industriali di piccole e medie dimensioni attive nei settori della carpenteria, meccanica e della lavorazione del legno.
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Masone, principale centro urbano della Valle Stura nonché dell’Unione dei Comuni S.O.L., conta 3 621 abitanti. La nota località Cappelletta di Masone si trova quasi all’altezza del crinale divisorio, verso il Bric del Dente (1.107 m). Attraverso il valico del passo del Turchino (588 m s.l.m.), è possibile il collegamento con Mele e quindi con Genova Voltri. Il centro urbano è diviso in due nuclei, il “Paese vecchio”, quartiere storico sul quale fino al 1747 (anno di distruzione dello stesso ad opera degli austroungarici) era collocato il castello (famoso per essere stato rifugio dell’Ammiraglio Andrea Doria dopo la congiura dei Fieschi). All’inizio del XIX secolo si è costituito un secondo nucleo urbano, ubicato nella piana alluvionale (391 m s.l.m.) sulla destra orografica del torrente Stura, detto localmente “Paese nuovo” o “Piana” (data la sua natura alluvionale). Masone è storicamente famoso per la produzione e lavorazione del ferro. Le fucine erano fondamentali per produrre carbone di legna presenta nella regione e rifornire di prodotti e lavorati in ferro la vicina Genova. Forti di questa tradizione ancora oggi resistono numerose piccole e medie imprese impegnate sei settori della carpenteria e della meccanica. Importante polo di attrazione è il Museo di Masone che nacque per opera del concittadino Andrea Tubino (da cui prende oggi il nome), appassionato di antichità e storia locale, eclettico collezionista di utensili d’uso quotidiano, oggetti vecchi e antichi, strani e preziosi, manufatti dismessi, nel corso del tempo, perché superati dal progredire delle tecnologie. La collezione ha raggiunto nel tempo gli oltre 5000 pezzi ed è diventata a tutti gli effetti il museo degli usi e costumi della gente della Valle Stura.
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Mele conta 2 655 abitanti ed è collocato alle pendici dell’Appennino ligure, nella val Leira. Il suo territorio è percorso da tre principali corsi d’acqua, il Gorsexio, il Ceresolo e l’Acquasanta, che assieme confluiscono verso sud, prendendo il nome di torrente Leira, sfociante nel mar Ligure presso Voltri. Negli anni novanta del XX secolo è stato confermato che l’insediamento di Mele ebbe origine antiche e che, secondo alcuni studiosi, fosse un luogo di incontro delle popolazioni celtiche insediatesi nel nord Italia. Presenti sul territorio fin dall’epoca longobarda, inoltre, i monaci celtici-irlandesi dell’abbazia di San Colombano di Bobbio. La prima documentazione ufficiale relativa all’esistenza di un paese chiamato Mele risale alla fine del XII secolo quando il borgo fu sottoposto dapprima alla podesteria e in seguito al capitaneato di Voltri. L’economia del comune è sostenuta principalmente dalla lavorazione del legno, ferro e carta (anche se le aziende produttrici oggi sono poche). Per rendere l’idea dell’importanza di questa attività nel corso della storia basta ricordare che durante il Cinquecento tutta la carta che si consumava in Europa era italiana, e le zone del genovesato di Voltri e Mele, bagnate dal torrente Leira, divennero famose in tutto il mondo e resero celebre la Repubblica di Genova per le particolari caratteristiche del loro prodotto difficilmente attaccabile da insetti, quindi prezioso per le cancellerie delle case reali di Spagna, Portogallo e Inghilterra. A ricordo di questa gloriosa tradizione, oltre al Museo della carta inaugurato nel 1997, è stata collocata come monumento nella piazza centrale del paese di Mele una molazza. Tra le curiosità c’è infine da segnalare che nel settembre del 2012 è stata inaugurata una pala eolica della potenza massima di 3 megawatt, la più grande dell’Italia settentrionale e tra le poche con queste caratteristiche (tipologia E101) in Europa.
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Tiglieto è il comune centrale del bacino dell’alta Valle Orba, conta 515 abitanti e presenta un assetto urbanistico di origine medioevale. Il nome deriva dai numerosi tigli che un tempo crescevano nella piana; il territorio infatti è caratterizzato da ricca vegetazione e limpidi corsi d’acqua, che scorrono formando diversi laghetti in parte balneabili. La località, famosa per i tradizionali taglialegna custodi della cultura del bosco (molti di essi emigrarono in Francia negli anni a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale per esercitare questo duro lavoro), è storicamente meta turistica di villeggiatura e sede di attività ricreative nella bella stagione. Di grande rilievo il complesso monumentale architettonico-culturale della Badia di Tiglieto, primo insediamento cistercense costruito in Italia, fondato da una comunità di monaci provenienti dalla località francese di La Fertè. Non si è conservata una carta di fondazione indicante data e fondatore, ma la datazione è comunque presumibile da documenti scritti nel periodo seguente, dai quali si è potuto dedurre anche i nomi dei principali fondatori e finanziatori, come quello di Anselmo del Bosco. La provenienza dei monaci fondatori può essere considerata una delle ragioni per cui lo stile architettonico della struttura si avvicina molto a quello francese. L’edificio principale fu costruito dove tempo prima sorgeva il monastero benedettino di san Colombano.. L’abbazia fu ufficialmente riconosciuta nel 1132 da papa Innocenzo II.
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